venerdì 31 marzo 2017

C.K. Harp in racconto: "Un'estate fuori programma" (#2)


L'attesa è finita! 
Torna la rubrica C.K. Harp in racconto... con la seconda puntata di Un'estate fuori programma, che narra le vicende di Roberto alle prese con la classica cotta adolescenziale. 
Il problema è però che la meta dei suoi sospiri è un ragazzo più grande, figlio del nuovo capo, assolutamente etero. Lui 16 anni, Achille - già... Achille! - 21, i loro mondi sembrano essere agli antipodi. Eppure... 
Un chick lit in chiave lgbt per prepararci alla bella stagione e sorridere alle occasioni che ci presenta la vita... e un'estate fuori programma.

Capitolo 1 - QUI

Capitolo 2


Sono tornato a casa da circa due minuti e già rimpiango la frutteria. C’è qualcosa che in effetti non va in tutto questo, e so anche che dovrei sapere cosa. Ho Ruggeri che mi canticchia nell’orecchio: “Mistero”, ma in realtà lo so qual è la verità: Achille è un bonazzo che neanche Dean di Supernatural. Non me ne frega niente del lavoro: io non vedo l’ora di rivedere lui! 
Guardate che vi vedo mentre storcete la bocca sul paragone con Dean, come a dire: “Se vabbe’”, ma è bello davvero, eh? 
«Allora? Com’è andata? Presa qualche zucchina?» esordisce quella stronza di Cinzia. Ah, sì, non vi ho detto il nome di mia sorella… Non è una gran perdita, ve lo posso assicurare. 
Me la guardo mentre sorride, e io alzo il dito medio mentre rientro in camera. 
Chiudo la porta alle mie spalle, cercando di ignorare i rumori oltre la mia porta. Voglio starmene da solo a ripensare a quel culo di marmo che mi sono ritrovato davanti, rivivere la giornata (sì, ok, quella manciata di minuti) al rallentatore, da quando è entrato in scena Achille (cazzo, ma perché l’hanno chiamato così?!), perché è questo quello che mi interessa. Mirella è una grandissima stronza, l’ho già inquadrata, Mario un bonaccione e… Cristo santo, Achille uno che non mi stancherei mai di leccare. Sì, sì, leccare: avete letto bene. Il momento in cui ha buttato fuori il fumo dalla bocca, di lato, mentre mi osservava, soppesava… C’è stato un attimo in cui mi ha guardato proprio negli occhi e… Be’, mi credete se vi dico che mi si è drizzato in un secondo? Tipo i soldati in fila davanti al comandante, con tanto di mano sulla fronte… Ma una cosa… Tanta roba! 
Mi getto sul letto, cellulare in mano, e sto per avviare you tube quando sento grattare dietro l’anta dell’armadio. Rimango un attimo interdetto e mi rialzo, la schiena sollevata di un po’ sul materasso (belli miei, gli addominali li ho, e non sono neanche pochi… Ok, sì, sono pochi, ma funzionano). Di nuovo, sento qualcuno o qualcosa grattare sul legno. Aggrotto la fronte, riportando i piedi a terra, e cercando di fare il meno rumore possibile, mi alzo. Ora, non so voi, ma ho visto un mucchio di film dell’orrore per rendermi conto che c’è qualcosa che non va. Se vi state chiedendo se sia un po’ troppo suggestionabile vi dico subito che non ho cani né gatti, in casa. I miei non li hanno mai voluti (oddio, a dire il vero è mamma che non li vuole perché dice che poi toccherebbe a lei “custodirli” e non ha intenzione di farlo) e io non sono così stupido da pensare che ci sia l’uomo nero tra i miei vestiti. È solo che il rumore è un po’ troppo “rumoroso” per pensare che si tratti di uno scarafaggio… 
«Cazzo» sussurro «e se è un topo? Qua ci sono in giro certe pantegane che finirei per diventare una tartaruga ninja…» 
Mi rendo conto che appena ho aperto bocca il rumore si è fermato. Sono davanti all’armadio e ho paura ad aprire… Cioè, ci rendiamo conto? 
«Ok…» Inspiro. «Uno… Due…» e non faccio in tempo ad arrivare al tre perché l’anta si spalanca e mia madre balza fuori con un sorriso di alta soddisfazione sulle labbra e un paio di condom nella mano. 
«Ma cazzo!» esclamo. Salto all’indietro, con il cuore che batte all’impazzata, e indietreggio fino ad arrivare al letto, una mano sul petto e l’altra che cerca a tentoni un appiglio. Sto per avere un infarto… Lo so, lo sento. No, non ridete, mi fa male tutto, sento la testa che rimbomba, il fiato corto, il braccio che pulsa… Cazzo, un infarto a sedici anni! Ho sentito che si può, che è possibile… Cristo santo, adesso che avevo visto il ragazzo più bello della mia vita. Perché? Perché il mondo deve essere così crudele? Perché nessuno vuole far scopare Smeagol? Perché… 
«Lo sapevo!» esclama mia madre, agitando i profilattici come fossero una coppa. «Lo sapevo che alla fine avrei trovato le prove!» continua. 
Il cuore… Il cuore sta per cedere… No, ok, sta rallentando, lo ammetto, però cazzo: non dovrebbe fare quest’effetto una madre, Dio santo! 
«Prove di che?» gracchio, cercando di respirare in maniera regolare mentre vedo IT che avanza passo a passo. 
«Che hai una vita sessuale!» replica, e la sua suona tanto come un’accusa. Ma magari, cazzo! 
«Quello è un tentativo» ribatto, leccandomi le labbra mentre mi metto più comodo sul materasso. Mi rendo conto solo adesso che sono atterrato sul cellulare, e me ne accorgo soltanto perché mi sta vibrando sotto al culo. 
«Che significa?» indaga, sempre più vicina. Sento l’odore del sugo e delle polpette che aleggiano intorno a lei, il deodorante (che mi è sempre piaciuto, dico la verità… ma la mamma, anche se IT, è sempre la mamma) mischiato all’aroma del basilico che ha usato per la parmigiana di domani, e intravedo sul suo grembiule qualcosa di vagamente simile a macchie di rapa rossa. Cazzo, la rapa rossa no! 
«Significa che li tengo per le eventualità… qualora ce ne fossero…» 
«Non sei chiaro, figlio» incalza lei, assottigliando lo sguardo. Figlio… La Gestapo le fa una sega, a ‘sta qui! «Sono vergine, madre» replico, tornando a sdraiarmi sul letto, cellulare in mano. Non la guardo più, mi vergogno. A sedici anni io sono un fottutissimo vergine. Tutti, dai gay agli etero, hanno scopato in classe mia, mentre io sembro l’appestato di turno e non capisco perché. Cioè, credetemi, davvero, non sono male. 
Di fisico sto messo bene (ok, non sono O’Hurn, ma manco Groucho), altezza media… 1.75, capelli lunghi fino al collo di un castano biondiccio che forse… Ok, castani e basta, ma mossi (alcuni, pensando di farmi un complimento, mi hanno detto che sono come quelli delle donne… lascio a voi i commenti) e occhi verdi. Sì, per farla bene mi avrebbero dovuto concepire con un colore un po’ più dark, tipo chioma nera e occhi azzurri, ma si fa quel che si può e pure all’epoca di quando sono nato io c’era crisi. Insomma: non ho mai scopato e non ne vado fiero, anche perché ci ho provato, ma mi sono sentito dire: “Be’, sai, è che sei così bravo, così giusto… Con te bisognerebbe fare una storia seria e io adesso voglio divertirmi…” Cazzo: pure io! Pure io! 
«Vergine? A sedici anni? Non ti credo» mi accusa di nuovo IT. La guardo, occhi sgranati, e capisco di non avere speranze. «Lo scoprirò… Troverò le prove» continua, voltandomi le spalle per uscire. 
«E una volta che lo avrai fatto?» 
«Ne parleremo a tempo debito» risponde. E se non è una minaccia questa… «Ah» aggiunge, sulla soglia «com’è andata oggi? Ti sembra un buon posto?» 
Quanta grazia: si è ricordata della mia vita sociale oltre l’uccello. Un urrà, per Magà, l’ape vagabonda! 
«Tutto ok, sembrano tipi ok…» 
«Paga?» 
«Buona.» In realtà discreta, ma Achille pareggia i conti di quello che spenderei in video porno… 
«Ok» termina, ed esce. Sospiro, alzando gli occhi al cielo, e controllo il telefono. Messaggio, e da un numero che non conosco. Clicco e… cazzo, altro che infarto: qua ci vuole il dottor Sherpard per rianimarmi! 
“Ciao! Sono Achille, mi ha dato il tuo numero Davide. Volevo solo dirti che se hai problemi a venire al lavoro, la mattina, posso darti uno strappo io. A quell’ora sono dalle tue parti, di ritorno dai mercati generali. Fino a che mio padre non risolve la questione, continuo ad andarci io. Fammi sapere.”
Fammi sapere… Fammi sapere?! Oh cazzo. 
«Cazzo…» dico ad alta voce. Balzo a sedere e rileggo per almeno venti volte quel messaggio. Mi sta offrendo un passaggio… Un passaggio, lui! Non ci credo. 
Il telefono vibra di nuovo. 
“E benvenuto in squadra… Cercherò di insegnarti tutto quello che so ;)” 
E io… muoro. Ok, no panic! Roberto: no panic, cazzo! Rispondo. 
Io: “Ehi, ciao! Grazie per tutto e… Non vorrei crearti problemi. Mi sono informato, i mezzi passano (anche se mi chiedo chi prenda l’auto alle cinque e mezza di mattina! :D ) 
Achille (un secondo dopo!!!): Nessun problema, anzi… Almeno mi fai compagnia. Due palle farsela tutte le mattine avanti e indietro senza radio… 
Io: Niente radio? 
Achille: No, non funziona più… 
Io: Potrei aggiustarla per ringraziarti… Ci capisco qualcosina ;) 
Achille: Ah, già, Davide mi ha detto che studi da metalmeccanico 
Io: Sì, esatto. Se non è una cosa troppo complicata posso vedere 
Achille: Sarebbe magnifico, mi salveresti la vita! 
Io: Be’, per così poco… 
Achille: Non hai idea… Allora, passo domani per le sei? 
Io: Ok, va bene. Grazie :) 
Achille: Perfetto. Ci vediamo domani, allora. Buona serata ;) 
Io: Buona serata a te. 
Buona serata… E chi cazzo dorme fino a domani? 
«Cioè… Si è informato, ha chiesto il mio numero, mi ha appena offerto un passaggio…» dico ad alta voce, al nulla di fronte a me. «Questo mi porterà al manicomio, così» gemo. Ed è la verità: lo so che non finirà alla grande. 
Bene, ma non benissimo.


- Ma quanto manca al Terzo Capitolo?!?! -

4 commenti:

  1. Ed eccomi ovviamente ad importunarti anche nel secondo capitolo! ❤️ Lo so, lo so… Sento la tua felicità fino a qui! u.u
    Comunque devi smetterla citare canzoni varie, che poi io canto e Marito si domanda perché ha sposato una che non può non cantare! 😂

    «Allora? Com’è andata? Presa qualche zucchina?»
    È normale che io ci abbia visto il doppio senso, vero? O è perché sono solo la solita maniaca? LOL

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAH LA MADRE NELL’ARMADIO! 😂 😂 😂 😂 😂 Non. Ce. La. Posso. Fare! 😂 😂 😂 😂 😂

    Perché nessuno vuole far scopare Smeagol?
    Oddio... Adesso penserò a cose orribili con Hobbit pelati e con gli occhi a palla. Ti odio. LOL

    Adoro che la chiama «Madre.» Anche io chiamo i miei Madre e Padre! 😂

    Bene. Adesso voglio il terzo capitolo, su. u.u Non potete lasciarmi in sospeso!

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  2. Ahahahyahya rotolo xD venerdí prossimo!!! Grazie gazie, contenta ti faccia ridere :D

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  3. Naaaaa... non rimarrai in sospeso! Ho messo l'autrice ai lavori forzati perché sono curiosa pure io ahahahah

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